Il Monastero Wifi sbarca a Bologna

Il nuovo anno si è aperto con la realizzazione di un grande sogno, cullato e coltivato a suon di rosari e whatsuppate per diversi mesi e ora divenuto finalmente realtà: sulla scia di Roma, Milano, Genova e Firenze anche a Bologna si è dato il via all’avventura del Monastero Wifi. Due termini che, messi l’uno accanto all’altro, danno origine apparentemente ad un ossimoro, dal momento che evocano due immagini a prima vista contrastanti tra loro.

Geniale è stata l’idea partorita da Costanza Miriano e da un gruppo di amiche – perfettamente inserite nel mondo in qualità di instancabili mogli, mamme, figlie e lavoratrici – ma ciononostante monache. Monache wifi, appunto.

Già, perché il ricercare un filo diretto e costante con Dio, vivere con la mente e il cuore h24 rivolti al Signore non sono prerogative soltanto delle persone che hanno scelto di donare a Lui l’intera esistenza. E’ infatti compito dei laici essere contemplativi nel bel mezzo delle attività quotidiane, tra un figlio da accompagnare in palestra, una riunione di lavoro da preparare, un coniuge da s(u/o)pportare o una contrarietà da affrontare.

Contemplativi nel mondo, trovando nella strada la “cella”, il luogo di incontro con il Signore. Non dobbiamo desiderare altro nè tanto meno sognare ad occhi aperti una vita differente, con il rischio di trascurare i doveri di stato propri di ciascuno. L’unico grande obiettivo deve essere quello di cercare e perseguire fedelmente la vocazione preparata per noi dall’eternità. Che in soldoni significa puntare alla santità cominciando e ricominciando ogni giorno senza abbattersi in caso di cadute.

Da qui la necessità di prendere sul serio il nostro rapporto con il Signore e piantare la Croce di Cristo in cima a tutte le attività della giornata, a partire da quelle apparentemente più banali. E aiutare i nostri amici a fare altrettanto.

E da qui l’esigenza e il desiderio di incontrarci, a Roma così come a Milano o a Bologna, ciascuno con la propria storia e il proprio cammino ma con il comune denominatore di appartenere alla Chiesa. Ritrovarci per pregare insieme e condividere un assaggio di Paradiso in terra. Per poi essere monaci wifi nel mondo e portare la luce di Cristo ai nostri amici e colleghi. Perché non è possibile essere apostoli efficaci (aspetto fondamentale della vocazione battesimale) se non si è autentiche anime di orazione.

Ritornando al Monastero “Made in BO”, per sottolineare il forte legame con la Chiesa, è stata chiesta udienza al Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna, con l’obiettivo di presentare l’iniziativa. In un clima di sincera amicizia, il Cardinale si è dimostrato estremamente interessato alla proposta e ha sottolineato l’urgente necessità di ritrovare un’intimità con il Signore sempre più forte, in unione con la Chiesa e il Papa. Ha manifestato anche il desiderio che gli incontri si svolgano in centro città (magari in Cattedrale), per sottolineare ancora maggiormente il legame con la Chiesa locale.

Forti di questo sostegno paterno e colmi di gratitudine ci siamo ritrovati sabato 4 gennaio a Villa Pallavicini (alle porte di Bologna, in attesa di spostarci in centro) per un primo incontro del Monastero al quale ha partecipato una quarantina di amici vecchi e nuovi provenienti anche da città vicine (o addirittura da fuori regione, come una coppia di amici di Verona, monaci top sempre presenti agli eventi organizzati finora in Italia); amici desiderosi di ritagliarsi del tempo per incontrare il Signore avvolti dalla dolce e confortante compagnia dei fratelli wifi (di età compresa dalle due settimane di vita, per la monaca più giovane, agli 80 anni del monaco più attempato).

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Una catechesi sul tempo di Natale tenuta da don Giovanni Bonfiglioli, il ritrovarsi a tu per tu con Gesù Eucarestia durante l’adorazione, la conclusione della giornata con la Santa Messa celebrata da don Massimo Vacchetti (che ringraziamo per il grande sostegno e collaborazione). E poi i sorrisi, gli abbracci, gli sguardi luminosi e pieni di gratitudine, gli immancabili selfie, hanno confermato che è possibile camminare insieme, in cordata, sostenendoci, consigliandoci e aiutandoci vicendevolmente a tagliare l’unico traguardo che conta: la santità.

In fondo per noi laici il Monastero Wifi riassume e concretizza la nostra vocazione, il compito che abbiamo nel mondo. Perché è vero che non apparteniamo ad esso ma ci è stato consegnato da Dio per santificarci in esso e santificarlo dal di dentro. E aiutare gli altri a fare altrettanto.

Lara e Gigi

1 commento su “Il Monastero Wifi sbarca a Bologna”

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