“Un libro per l’estate”

Ecco a voi i consigli di #uncamminochiamatofamiglia, rigorosamente in ordine alfabetico, per un’estate ricca di buone letture!
(Lista costantemente in aggiornamento).

Ancora tutto da imparare (di Anna Benvenuti, ed. Ares)

Nella primavera del 2020, in una Milano spettrale, Arianna sta per compiere diciotto anni: è un momento di crisi e lei cerca conforto iniziando a scrivere un diario. Le sue impressioni senza filtri si dilatano fino a ricostruire gli ultimi quattro anni della sua vita: la separazione dei genitori, i segreti del passato e le amicizie inaspettate.
Finora le braccia di Ayman, incontrato in un’indimenticabile estate in Puglia, sono state un porto sicuro, ma troppe gelosie minano la loro storia a distanza.
Intorno a lei, tanti personaggi (come la nonna Angela, l’inseparabile Giorgia o il fratello Pietro) si muovono in un labirinto che sembra senza uscita, in cerca di spiragli che diano un senso alla vita. Nel suo viaggio Arianna continuerà a inciampare, mentire e tentare gesti estremi per recuperare i frammenti della sua anima e scoprire alla fine che… è ancora tutto da imparare.

Colazione con Dio (di Giusi Manduca Sorci, ed. Ares)

Ogni mattina, Giusi e Dio prendono insieme un caffè. Lei, moglie madre e nonna, gli parla con ardita semplicità di ciò che le occupa le giornate e i pensieri, il sorriso per un ricordo d’infanzia o per un gelsomino fiorito, aneddoti sui numerosi nipoti, ma anche il peso della solitudine, il lutto per il marito e per una figlia amatissima morta prematuramente. L’autrice non risparmia al suo interlocutore le domande più scomode davanti a sofferenze indicibili, ma non chiude mai il dialogo, e condivide le sue scoperte interiori con finezza e lieve ironia. Nessuna ricetta magica, solo l’esperienza di un cuore pieno di gioie e ferite, che ha imparato nel tempo a riconoscere le briciole di speranza disseminate sul suo cammino anche nelle circostanze più buie.

Colpa & Perdono (di Cosimo Luigi Russo, ed. Ares)

Che amore è senza perdono? In che cosa consiste, nella sua vera essenza, il perdono? È davvero necessario perdonare il proprio partner? A quale prezzo? Il perdono consiste in uno sforzo morale o nel saper dimenticare? Ma perché risulta così difficile? E qual è il ruolo di chi è ferito e di chi è perdonato? Quando si parla di perdono, e più in generale di riconciliazione, sono molte le domande che si affastellano, manifestando le lotte e le resistenze interiori. Attraverso delle storie reali questo libro indaga le dinamiche di coppia offrendo risposte ragionevoli che, lasciate maturare, agiscono come un balsamo efficace contro l’orgoglio e il risentimento, per rinsaldare e rilanciare la coppia.

Dentoteologia. Paragoni fra denti e fede (di Giovanni Biolo, ed. Berica)

Un libro che inaugura una nuova scienza: la “dentoteologia”. Paragoni fra denti e fede con un linguaggio a tratti serio e a tratti spiritoso. Tanti episodi che affrontano i temi principali della religione cristiana in una modalità inedita e innovativa, scritti da un dentista con la passione per la teologia. “Un dentista che scrive di Dio. Niente di strano, perché Dio c’entra con tutto, con quello che beviamo, pensiamo, respiriamo, studiamo. Dio c’entra con il vedere un film, cambiare un pannolino, chiamare un’amica o una zia, con il litigare e con il cucinare. C’entra anche con il lavarsi i denti, mi dicevo sempre. Ecco, adesso che è nata questa branca della teologia, la dentoteologia, la cosa è ormai confermata! A parte gli scherzi, qui dentro troverete delle piccole perle, alcune trovate profondissime, altre geniali”. (dalla prefazione di Costanza Miriano)

Figli, Rischi & Villaggio (globale)   (di Luca Luigi Ceriani, ed. Ares)

Educare è un lavoro coraggioso. È un’avventura drammatica e meravigliosa che ha a che fare con le passioni, le paure e il desiderio di libertà nostri e dei nostri figli. Per affrontarla non ci sono istruzioni per l’uso. Bisogna accettare l’impossibile come categoria, l’imprevisto come dimensione quotidiana. E rischiare di rispondere a domande che aprono ad altre domande. Non è facile affrontare una sfida del genere. L’esperienza riportata in questo libro dimostra però che si può farlo insieme. Nel milanese, dal progetto condiviso dall’autore con alcuni lungimiranti amministratori locali, sono nati una Scuola Genitori che ha raggiunto migliaia di persone e un dibattito a cui hanno partecipato diversi grandi protagonisti della vita culturale italiana. I loro interventi sono riportati integralmente nel volume.

La cena delle verità    (di Annalisa Consolo, ed. Ares)

Quattro coppie, una cucina. La solita, tranquilla serata tra amici che si trasforma in una girandola di menzogne, tradimenti, confessioni… e squilli di campanello.
Quando il capitano Ferrazza si ritrova davanti la furiosa, scarmigliata e stravolta compagine che il brigadiere Nardone e l’appuntato Lojacono hanno trascinato in commissariato, non ha ancora idea di cosa abbia spinto quelle persone a darsele di santa ragione nel bel mezzo della strada. Dovrà ricostruire l’intera vicenda attraverso le testimonianze dei protagonisti che di volta in volta gli sfileranno davanti, ognuno con la propria versione dei fatti. Perché sappiamo tutti qualcosa l’uno dell’altro… solo che ognuno sa una cosa diversa.

La formula del buonumore (di Carlo del Marchi, ed. Ares)

«L’autore è riuscito a cucire un testo agile che osa porre al centro dell’attenzione del pubblico del secondo decennio del XXI secolo questo oggetto sconosciuto, l’affabilità. Personalmente ritengo il presente volume un testo rivoluzionario, non perché scopra qualcosa di nuovo, ma in quanto riscopre qualcosa di antico e di sempre vivo e valido, caratteristica, questa della ri-scoperta, propria di ogni rivoluzione che si rispetti» Dall’Invito alla lettura di Andrea Monda L’eleganza, la buona educazione e il sorriso sono, anche oggi, il miglior punto di partenza per tessere una rete di relazioni autentiche e profonde. In questo percorso Carlo De Marchi si appoggia a una ricca galleria di aneddoti letterari e all’e­sem­pio di alcuni «campioni» della gioia, come Tommaso Moro, il card. Newman e Josemaría Escrivá.

L’ombra del Padre (di Jan Dobraczynski, ed. Morcelliana) 

J. Dobraczyński, il più noto scrittore cattolico polacco del ’900, si è cimentato nell’impresa di ricostruire la «storia di Giuseppe» in forma romanzata, giovandosi delle fonti scritturistiche e del vasto materiale letterario di origine apocrifa o tradizionale.
Giuseppe vi emerge come il «tipo» dell’uomo credente, posto improvvisamente di fronte ad una imprevedibile chiamata di Dio. Incarnazione ideale del «resto» d’Israele, è combattuto lungo tutto il corso della sua vita fra le sue giuste esigenze umane e la richiesta improrogabile di Dio. In questa tensione continua egli si macera e matura la propria fede.
Un cammino faticoso nella fede, percorso in situazioni straordinarie e sullo sfondo di un ambiente socio-politico-religioso complesso e ambivalente.
Giuseppe è il modello del credente che non si lascia irretire dalle tentazioni, dalle manovre oscure del potere, dalla faziosità delle sette. Giuseppe è l’incarnazione del povero di Jahvé, ricco solo della fiducia nella sua promessa.

La tua vita e la mia (di Alberto Ravagnani, ed. Rizzoli)

Federico ha quasi diciassette anni, vive in una bella casa a Busto Arsizio, i suoi genitori sono stimati professionisti, frequenta il Classico e trascorre il tempo libero tra l’oratorio San Filippo, le feste con gli amici e il cazzeggio sui social. Sempre a cavallo della sua inseparabile Graziella, ereditata dalla nonna. Riccardo i diciotto li ha già compiuti, vive in una zona popolare di Busto e la scuola l’ha lasciata. Non ha mai conosciuto il padre, la mamma è ricoverata in un centro tumori, ha una sorellina di sette anni che adora – ricambiato – e della quale deve prendersi cura. Per aiutare la famiglia con i soldi fa il rider ma, quando capisce che ancora non basta, entra in brutti giri. Niente calcio, niente PlayStation, non ha né il tempo né la testa. Non si fida di nessuno perché nessuno gli ha mai fatto dono di niente .Due così dovrebbero cordialmente detestarsi (soprattutto se si innamorano della stessa ragazza, che sceglie Riccardo), e infatti è proprio quello che succede. Solo che poi don Andrea, il giovane parroco di San Filippo che gira in centro su un monoruota elettrico e che non disdegna Instagram per parlare al cuore dei suoi ragazzi, ci mette lo zampino. E forse non solo lui. Tra mille diffidenze reciproche, Federico e Riccardo iniziano a scrutarsi, poi si avvicinano, infine diventano amici inseparabili. Ma lo saranno per sempre?

Niente di ciò che soffri andrà perduto (di Costanza Miriano, ed. Sonzogno)

Arrivi a un punto della vita in cui ti sembra che i giochi siano fatti, che nulla possa più migliorare, che tutto sia andato storto, che non sia ciò che avevi sognato. Quello è il tuo matrimonio, quello è il tuo lavoro, quelli i tuoi figli, quella, insomma, è la tua realtà, e vorresti solo scappare via. E invece no. È proprio nel momento del dolore e della delusione più nera che avviene l’incontro più bello, un incontro che indica la strada della salvezza, per noi e per chi ci sta vicino, e che ci insegna a non fuggire dalla fatica di vivere, ma a benedirla come un dono. Costanza Miriano, scrittrice che non teme di andare contro le idee correnti, racconta esperienze di sofferenza e di bellezza. Con la sua leggerezza nell’affrontare i temi più duri dell’esistenza, ci offre una raccolta di storie morali a lieto fine: dalle ferite che si nascondono in un matrimonio alle umiliazioni dell’adulterio, dalle mortificazioni che accompagnano la povertà fino al dramma delle malattie gravi, proprio quando sembra di avere toccato il fondo, nasce l’occasione per conciliarsi con il proprio destino e amare senza condizioni.

Risposami!  (di Mariolina Ceriotti Migliarese, ed. Ares)

La coppia è un corpo vivo: è il luogo di un rapporto speciale, nel quale due identità differenti sperimentano la gioia di una profonda intimità pur rimanendo separate. Essere sé stessi e insieme essere «noi» richiede flessibilità e capacità di adattamento; il rischio è che la relazione cessi di rispondere ai bisogni vitali dell’uno o dell’altra, fino ad arrivare a situazioni anche gravi di incomprensione e stanchezza.
Una crisi importante segna sempre la fine del modo che la coppia ha di stare in relazione; per trovare la strada di una nuova pienezza è allora necessario decidere di rifondare il rapporto su basi nuove. Bisogna imparare a pensare nei termini di un «secondo matrimonio»: un patto rinnovato con la stessa persona, alla quale regalare di nuovo amore e fiducia; dobbiamo cercare di comprendere in modo diverso la nostra storia, senza accontentarci di ciò che già crediamo di sapere. Arriveremo così a capire che cosa unisce in modo così esclusivo proprio noi, anche con i limiti e i difetti che ci fanno soffrire. L’esito di un vero «secondo matrimonio» con la stessa persona è un rapporto non solo più solido, ma anche rinnovato: un rapporto che si pone all’insegna di una vera, definitiva alleanza.

Senza offendere nessuno. Chi non si schiera è perduto (di Giovanni Scifoni, ed. Mondadori)

Quando inviti un amico a cena c’è il momento in cui quello ti vuole caricare la lavastoviglie, tu gli dici di no, gli dici di andare a casa «faccio io domani con calma», ma lui insiste e alla fine cedi. Poi l’amico se ne va, tu apri il portellone e rimani sbigottito: ma come la caricano gli altri la lavastoviglie? Con che logica? Come si può mettere una padella di ghisa sopra i bicchieri? I bicchieri sono fragili, santiddìo. E allora realizzi che siamo diversi, che tra tutti noi c’è un baratro culturale, ideologico. Le padelle sopra i bicchieri? Ma cosa abbiamo da dirci io e te? Come potremmo intavolare un dibattito serio su un qualsiasi argomento? Come potremmo mai metterci d’accordo su nozze gay, eutanasia, riscaldamento globale? Ecco. Fino a questo preciso momento la tua attenzione era dedicata alla comprensione di una serie di elementi: che roba sarà questo libro, farà ridere o no, potrà andar bene come regalo per mia cugina. Poi hai letto alcune parole, quelle che vengono spesso pronunciate nei dibattiti televisivi, e improvvisamente è avvenuto qualcosa in te. I tuoi neuroni sono ora completamente impegnati in una nuova questione di primaria importanza: questo tizio che scrive… da che parte della barricata sta? A quale clan appartiene? E i clan non sono tanti, sono soltanto due: il tuo e quello dei nemici. Il clan è quel luogo caldo e accogliente che noi umani abbiamo creato per tifare la squadra più giusta per noi, e soprattutto per indignarci insieme per le offese ricevute dal clan avversario. Ma c’è anche chi vive a disagio nel mondo dei pro e dei contro, e cerca un’alternativa. Quella che tenterà di trovare il protagonista di questo libro. Giovanni, infatti, vorrebbe un mondo dove ci sia posto anche per chi non ha tutte le risposte, o per chi ha risposte strane, incoerenti, contraddittorie, paradossali. Un’impresa disperata ed esilarante, in compagnia del suo animale guida, l’unico che gli somiglia perché sfugge a ogni genere di classificazione: l’ornitorinco. Ci proverà per ventuno capitoli, ventuno esperienze di conflitti quotidiani dove incontrerà attori buddisti, cattolici leghisti, atei militanti, attivisti Lgbtq+, alla ricerca della soluzione impossibile per caricare la lavastoviglie altrui senza offendere nessuno. Tenterà, farà conquiste e fallimenti, prenderà un po’ di botte, offenderà tutti.

Van Thuan. Libero tra le sbarre  (di Teresa G. de Cabiedes, ed. Città Nuova)

La storia di un grande testimone della fede. Si fece un silenzio denso, interrotto solo dal volo di un moscone che solcava lo spazio soffocante dell’ufficio. «Nguyen Van Thuan ti abbiamo fatto portare qui perché sei colpevole di causare problemi al Governo del popolo sovrano del Vietnam. Sei accusato di propaganda imperialista e di essere un infiltrato delle potenze straniere». È il 1975. Con queste parole François Xavier Nguyen van Thuan, da poche settimane nominato arcivescovo coadiutore di Saigon (Hochiminhville, Vietnam), viene accusato di tradimento e arrestato. Trascorrerà in prigione 13 anni di cui 9 in isolamento. Una vita spesa nell’adesione coerente ed eroica alla propria vocazione, come dirà di lui Papa Giovanni Paolo II. Una storia che merita di essere raccontata.

BUONA LETTURA!

G&L

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